Curiosità

Curiosità

In copertina del libro e come immagine di sfondo della home page di questo sito: Rogier van der Weyden, «La Maddalena leggente» (1440), olio su tavola, 62,2×54,4 cm, Londra, National Gallery. Frammento di una pala d’altare molto più grande, di cui sono rimaste solo altre due parti, ma che nella maggior parte è andata perduta.






Se dovessi dare un volto ai tre personaggi principali del romanzo, farei queste scelte:

per Abella sceglierei il bel volto meridionale, delicatamente squadrato di Valeria Solarino – Una donna per amica (2013), Smetto quando voglio (2014), La scelta (2014), A casa tutti bene (2018) … – Tra l’altro in questa foto è ritratta con i capelli corti e una veste di stoffa grezza: ricorda proprio Abella!


per Antonello andrei sul piacevole viso di Kim Rossi Stuart – Questione di cuore (2008), Vallanzasca. Gli angeli del male (2010), Anni felici (2013), Tommaso (2016)… -. Solare e sereno, è il “ragazzo della porta accanto”. Molto adatto, anche perché si lascia la barba incolta!

per Brancaccio opterei per il viso maturo, paterno ed espressivo di Michele Placido. Ovviamente con barba bianca.





Sono andato a Londra nel ponte dell’Immacolata del 2015 ed ho fatto quello che dovevo fare: contemplare il dipinto che è divenuto il soggetto della copertina del romanzo: “La Maddalena leggente” di Rogier van der Weyden (1435 circa). Già che c’ero ho rimirato anche il S. Tommaso d’Aquino di Carlo Crivelli (1476). È all’interno di un polittico a dieci pannelli, a fianco di – guarda caso – Santo Stefano (vedi foto). Stefano, tra i santi rappresentati nei pannelli, è il più sereno di tutti, nonostante le pietre che gli stanno appoggiate sulla testa e sulle spalle, rivolgendo uno sguardo allo spettatore e reggendo un libro e la palma del martirio. Tommaso d’Aquino mostra la sua opera aperta e regge un modellino della chiesa, che sembra voler offrire a Dio, guardando verso l’alto. Tutto dall’alto valore simbolico. Ma torniamo al soggetto della copertina. Ecco un commento al dipinto “La Maddalena leggente” di Rogier van der Weyden, tratto dalla guida alla National Gallery di Londra: “Maria Maddalena è identificabile dal vaso di unguento con cui ha unto i piedi di Cristo. Come santa suscitava un grande richiamo, essendo stata una peccatrice che si salvò grazie alla penitenza e all’amore di Cristo. I suoi abiti sontuosi e la sua capigliatura informale, sono un rimando al suo passato peccaminoso, trascorso, si pensa, nella prostituzione. I capelli sciolti ricordano, anche, come ha asciugato i piedi di Cristo. Maria è l’incarnazione della superiorità della vita contemplativa su quella attiva: qui infatti dirige il proprio sguardo su di un libro, sicuramente la Parola di Dio. Il suo concentrato raccoglimento è accentuato dalla forma chiusa della sua figura, contenuta all’interno di un semicerchio. La sensibilità di Van der Weyden per la geometria va di pari passo con la sua attenzione per i dettagli. L’artista riesce ad evocare la fodera in pelliccia dell’abito della Maddalena trascinando il pennello nel colore. E simula il filo d’oro e la fibra della sottoveste tratteggiando e puntellando una mano di fondo. La sua minuziosa tecnica produce dettagli difficili da vedere anche su una parete di una galleria, figuriamoci da un altare di una chiesa, come per esempio il balestriere sotto il fiume. Il dipinto risale ai primi anni della carriera dell’artista, intorno al 1435. In realtà si tratta di un frammento del lato destro di una pala d’altare, che rappresentava delle figure di santi in una stanza, con vedute su un paesaggio. Gli altri due frammenti sono conservati a Lisbona.”